Bio

Guarda lontano, e quando credi di stare guardando lontano, guarda ancora più lontano”.

Sono una persona irrequieta e che difficilmente si accontenta. Anche nel mio lavoro.

Mi piace entrare in contatto con le persone, creare un legame e poter costruire un percorso, insieme. Perché so che ciò che il nostro corpo esprime dipende anche dal nostro mondo interiore, e che non esiste nessun percorso di successo senza un rapporto di complicità e fiducia.

Ogni persona che entra nel mio studio porta qualcosa di sè

Sono una Biologa Nutrizionista, approdata alla nutrizione dopo lunghi anni di ricerca scientifica universitaria nell’Endocrinologia (ho un PhD in Endocrinologia e Medicina Molecolare e sono Specialista in Patologia Clinica).

Ho amato moltissimo la #tiroide e i suoi ormoni, piccolissime molecole capaci di regolare praticamente ogni funzione e tessuto del nostro corpo.

Mi sono occupata di #diabete, di #fertilità femminile, e di #muscolo, sempre da un microscopio punto di vista.

E forse non è un caso che poco prima di decidere che la mia voglia di sfide e di rispondere a domande sul nostro modo di funzionare, in malattia e in salute, meritasse di essere trasportata dal bancone al paziente, parlavamo di un progetto nuovo sulla tiroide e l’intestino.

Come nutrizionista, infatti, sono finita ad occuparmi proprio dell’ #intestino, e di tutto ciò che gli ruota intorno, in grandi e bambini.

Ho fatto parte del team #AsseIntestinoCervello (diretto dal dott. Shantih Coro) con cui ho condiviso un bellissimo percorso; ho potuto fare esperienza della potenza che un intestino in salute può avere  nelle patologie autoimmuni, nelle malattie neurodegenerative ed in quelle neurocognitive.

E da lì il mio sguardo è di nuovo andato un po’ più lontano, abbracciando sempre più sistemi del nostro essere: la pelle, con il #metodoApollo, la fertilità, la tiroide, e le patologie croniche, anche quelle meno considerate, come la #SensibilitàChimicaMultipla.

Nei bambini mi occupo anche di problemi #neurocognitivi, e dello sviluppo, che risentono molto positivamente del ritrovato benessere intestinale.

Come dimostrano ormai moltissimi studi scientifici sono convinta che l’intestino sia il cuore della nostra salute, non solo fisica ma anche “emotiva”, ed è proprio per questo che cerco di avere cura dei miei pazienti grandi e piccoli non pensando solo al loro stato fisico. Collaboro spesso con le psicoterapeute del mio studio, con le quali ho un confronto continuo. Proprio per questo ho deciso di intraprendere un master in counseling psicologico dedicato proprio alla nutrizione, perché sono convinta che la condivisione di un percorso anche emotivo sia un passaggio cruciale per un percorso nutrizionale. Da sempre infatti il cibo rappresenta ben più che un semplice carburante per il nostro corpo.

Sono convinta che noi siamo un insieme, espressione di molteplici aspetti che definiscono sfumature diverse in ogni momento della nostra vita. Il nostro corpo spesso diventa un veicolo di espressione delle emozioni che ci abitano, il cibo un mezzo con cui comunicare.

Per me accogliere una persona, non solo un corpo, è fondamentale

Il mio passato mi ha vista per anni nella ricerca scientifica universitaria (ho un PhD in Endocrinologia e Medicina Molecolare e sono Specialista in Patologia Clinica) ed oggi continuo a studiare incessantemente per poter sempre continuare a scoprire quanto ancora ci sia da imparare.

In particolare mi sto concentrando sulla Medicina e la Nutrizione Funzionale. Questa nuova visione considera ogni individuo come un sistema integrato, risultato unico dell’interazione tra l’ambiente (lo stile di vita, la storia personale e le sue esperienze) ed il suo corredo genetico. Ciò permette di trattare non la malattia ed il sintomo, ma la persona nel suo insieme, supportando i normali meccanismi di cura che il nostro corpo può mettere in atto. Questa scienza si basa su forti evidenze scientifiche che stanno sempre più mettendo in luce come si debba considerare una rete di fattori quando si tratta una malattia o un disagio, e non solo il sintomo finale. Ogni patologia nasconde uno squilibrio, che viene attivato e perpetrato da specifiche circostanze. Indagare e riconoscere le radici della patologia ci permette di intervenire in un modo nuovo, e di poterlo fare non solo “in acuto”, quando abbiamo un sintomo che dura poco tempo e legato a circostanze specifiche, ma soprattutto “in cronico”, quando invece la malattia o il disturbo fanno parte della nostra vita quotidiana, e dobbiamo conviverci.

In quest’ottica lo scorso anno ho completato il mio percorso di formazione nel #MetodoApollo, e sono entrata ufficialmente a far parte della squadra di professionisti che utilizzano questo approccio funzionale per intervenire sulla Psoriasi.